Guida semiseria in 8 punti per imparare a chiedere aiuto

Ci sono persone abituate nella vita a credere di dover fare sempre tutto da sole. Persone che raramente hanno chiesto aiuto a qualcuno, perché educate al valore dell’autonomia e allo spirito di sacrificio. In genere si tratta di persone su cui in molti finiscono per fare affidamento, aspettandosi che continuino ad occuparsi di tutto loro, e così si fanno carico di pesi sempre maggiori. Può arrivare un momento in cui si desidera avere un aiuto dagli altri, ma, per quanto possa sembrare strano, proprio a questo punto arriva il difficile, e questo per due motivi. aiuto

Prima di tutto chi generalmente non chiede aiuto è sostenuto da una serie di convinzioni che scoraggiano il chiedere aiuto (“Non merito l’attenzione e l’aiuto degli altri”, “E se poi mi dicono di no? Non potrei sopportarlo”, ecc.).

In secondo luogo, la “mancanza di pratica” può rendere la richiesta di aiuto goffa o inadeguata, rendendo così più probabile un rifiuto o un aiuto inadeguato, con il conseguente rafforzarsi delle convinzioni preesistenti (“Non devo chiedere aiuto a nessuno”, “Nessuno mi aiuta”).

Anche il chiedere aiuto infatti è un’abilità, che si affina con l’esercizio. Può sembrare strano, ma è proprio così.

Ecco alcuni suggerimenti per chiedere aiuto in modo efficace e aumentare le probabilità di ottenerlo:

  1. Essere chiari sul tipo di aiuto di cui si ha bisogno: esattamente, cosa vi serve? Più siete chiari nella richiesta, più aumenta la probabilità di essere davvero aiutati. Una richiesta vaga porta a fraintendimenti.
  2. Scegliere bene la persona a cui chiedere aiuto. Non mi riferisco qui all’affidabilità della persona, quanto alla sua competenza in materia: vi serve qualcuno che vi aiuti a sistemare le piante?Aiuto nello shopping Qualcuno che vi ascolti in un momento di difficoltà? Qualcuno che vi costringa ad andare in palestra? Qualcuno che vi accompagni a fare shopping? Per esigenze diverse probabilmente risultano adeguate persone diverse.
  3. Scegliere bene il momento e il luogo in cui chiedere aiuto, per far sì che l’altro possa dedicarvi l’attenzione necessaria. Evitate di chiedere aiuto a qualcuno che ha fretta o che è in un brutto momento.
  4. Formulare la richiesta di aiuto in modo conciso, gentile ma assertivo: “Per favore, mi aiuteresti a… ?”. Evitate di svalutare la vostra richiesta di aiuto con espressioni del tipo “Se non ti disturba troppo…”, “Scusami se te lo chiedo…”, “Per caso, quando hai tempo, potresti…”. No, avete tutto il diritto di chiedere; l’altro certo ha il diritto di rifiutare, ma questo è un altro discorso.
  5. Se l’altra persona ha accettato, cercate di definire il momento in cui sarete aiutati: andate incontro alle esigenze e disponibilità di chi vi vuole dare una mano, ma evitate di rendere questo momento fumoso e lontano con frasi del tipo: “Quando hai un momento libero…”, “Non c’è fretta…”. Meglio un chiaro e diretto: “Ti ringrazio. Quando pensi che potresti…?”
  6. Accettate l’aiuto così come viene dato. Probabilmente non tutto verrà fatto nel modo in cui avreste voluto, e magari poi vorrete cambiare qualcosa, ma permettete a chi vi aiuta di farlo a modo suo, senza controllarlo eccessivamente. Lo so, se siete persone che fanno in genere tutto da sole vi piace avere tutto sotto controllo, ma se qualche volta vi lasciate un po’ andare potete scoprire prospettive nuove, e il piacere di rilassarsi.
  7. Non avete ricevuto l’aiuto sperato o il risultato non vi è piaciuto? Tornate sui passi precedenti per capire cosa non ha funzionato: siete stati chiari nella vostra richiesta? Avete chiesto alla persona giusta, nel momento e nel luogo opportuni? In ogni caso, non colpevolizzate chi vi ha aiutato, ma mostgrazierate sempre la vostra gratitudine e l’apprezzamento per quello che vi è stato dato.
  8. Se siete soddisfatti dell’aiuto ricevuto, ringraziate e mostrate la vostra soddisfazione. Essere ringraziati fa sempre piacere.

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